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FREEDOMART

SPAZIO ARTE TOLOMEO – MILANO

24 maggio | 04 giugno 2022

“Art is My Life”

Luisa Valeriani

[…] L’unica vera sorgente dell’arte è il nostro cuore, il linguaggio di un animo infallibilmente puro. Un’opera che non sia sgorgata da questa sorgente può essere soltanto artificio. Ogni autentica opera d’arte viene concepita in un’ora santa e partorita in un’ora felice, spesso senza che lo stesso artista ne sia consapevole, per l’impulso interiore del cuore. (Caspar David Friedrich)

Balloons-Luisa-Valeriani

Balloons

Opera

80×60 cm
tecnica mista

Foto stampata su tela e lavorata con acrilico e tecnica mista, scattata al @balloon_museum di Roma ed ispirata all’installazione “Never ending story”

Balloons sarà in mostra dal 24 maggio al 4 giugno 2022 a FREEDOMART presso lo SPAZIO ARTE TOLOMEO a MILANO

Piume d’albero

Opera

60×60 cm
tecnica mista

Sperimentazione e confronto.

Ecco da cosa nasce la mia voglia di dipingere e di emozionare attraverso le immagini.

Ho raccolto ciò che la natura sembrava aver momentaneamente abbandonato e l’ho reso immortale.

MATTER IN MOTION

Mostra

Domus Art Gallery

Matter in Motion è una mostra collettiva organizzata da Domus Art Gallery, il nuovo lo spazio culturale di Atene diretto dall’imprenditrice romana Glenda Lorenzani.

La mostra ospiterà fino al 9 febbraio 2022 le opere di Vittoria Panunzi, Petr Shevchenko, Nikos Mikroulis e Luisa Valeriani.

“Matter in Motion” rappresenta una sorta di interfaccia tra la stagnante mobilità fisica vissuta attraverso la pandemia e l’incessante bisogno di creatività, sviluppo e crescita di ognuno degli artisti durante questo periodo. Ogni opera si lega indissolubilmente al movimento perpetuo presente nel nostro mondo materiale.

Giunone Sospita, Luisa Valeriani, 2021

Giunone Sospita

Opera

100×100 cm
acrilico e pantoni su tela

Giunone Sospita è un’opera nata da un’ispirazione avuta nel cuore della città di Lanuvio, mentre ammiravo i resti dell’antico tempio dedicato all’omonima dea. Quest’opera può essere ricondotta al ciclo Mutato Nomine, pur essendo nata succussivamente.

Giunone Sospita è una divinità appartenente alla mitologia romana, alla quale giovani vergini, durante il periodo della raccolta portavano numerose offerte al suo serpente sacro. Se l’animale avesse mangiato i doni, il raccolto sarebbe stato fruttuoso.

Poco distante dal tempio di Giunone Sospita, un recente scavo archeologico ha riportato alla luce una stipe votiva di età repubblicana, in origine collegata al tempio. All’interno della cavità sono stati rinvenuti migliaia di ex voto raffiguranti sezioni anatomiche del corpo umano riprodotte in ceramica, utilizzati in antico per invocare la guarigione da malattie e la protezione della dea.

Io ho fatto lo stesso: ho portato alla mia dea un qualcosa che nessuno ha più, con la speranza di ottenere la grazia.

dal Catalogo Mutato Nomine (Maggio 2021 )

In una sorta di specus, in mostra, a sottolineare la suggestione del tempus fugit, sono stati inseriti dei singolarissimi artifizi che virano a favore di un’interazione accattivante con il visitatore.

La narrazione del mito, a questo punto, diventa social e i contenuti si sfogliano come un slideshow su Instagram, con un carosello fluido e ininterrotto di emozioni. Il confronto è serrato e si rinnova fino all’ultimo ossimoro, con l’immedesimazione nel soggetto ritratto – che è fictio identitaria, gioco e partecipazione intima nel precordio dei sentimenti – fino a calarsi ineluttabilmente nella parte, sostituendosi nel ruolo, nella funzione, nel dramma: in una parola, interpretando egli stesso il mito, sia esso racconto turpe, leggenda, disgrazia o favola ideale, e con l’apostrofe oraziana che è ammonimento e richiamo alla realtà (“Mutato nomine de te fabula narratur.” – Sat. I, 1, vv. 69-70). – Massimo Rossi Ruben

Qui allora, le figure mitologiche della Valeriani scendono dal fasto delle loro cromie, dall’idealità sublime delle forme e della rappresentazione, e concedono le loro vesti per un selfie, o inviano i loro doni e i loro messaggi per corriere espresso e consegna a domicilio. Non sono mondi a contatto, è un’unica, omogenea, complessa umanità che sul posto della visita a una mostra riesce a investigare aspetti della propria essenza e a coniugarli al presente necessariamente multimediale, plurisensoriale, multidimensionale. – Francesco Giulio Farachi