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SNAPSHOTS

LUISA VALERIANI.OPERE

SPAZIO LIGTHSKY – ROMA

14 luglio | 28 luglio 2022

“Art is My Life”

Luisa Valeriani

[…] L’unica vera sorgente dell’arte è il nostro cuore, il linguaggio di un animo infallibilmente puro. Un’opera che non sia sgorgata da questa sorgente può essere soltanto artificio. Ogni autentica opera d’arte viene concepita in un’ora santa e partorita in un’ora felice, spesso senza che lo stesso artista ne sia consapevole, per l’impulso interiore del cuore. (Caspar David Friedrich)

Snaptshots

Luisa Valeriani.Opere

Exhibition

15 -28 luglio 2022
SPAZIO LIGHTSKY – Roma

Largo Angelicum 6

Vernissage 14 luglio ore 18:30
Visite private su appuntamento

Balloons-Luisa-Valeriani

Balloons

Opera

80×60 cm
tecnica mista

Foto stampata su tela e lavorata con acrilico e tecnica mista, scattata al @balloon_museum di Roma ed ispirata all’installazione “Never ending story”

Balloons sarà in mostra dal 24 maggio al 4 giugno 2022 a FREEDOMART presso lo SPAZIO ARTE TOLOMEO a MILANO

Piume d’albero

Opera

60×60 cm
tecnica mista

Sperimentazione e confronto.

Ecco da cosa nasce la mia voglia di dipingere e di emozionare attraverso le immagini.

Ho raccolto ciò che la natura sembrava aver momentaneamente abbandonato e l’ho reso immortale.

Passo-a-Due_Luisa_Valeriani, 2021

MATTER IN MOTION

Mostra

Domus Art Gallery

Matter in Motion è una mostra collettiva organizzata da Domus Art Gallery, il nuovo lo spazio culturale di Atene diretto dall’imprenditrice romana Glenda Lorenzani.

La mostra ospiterà fino al 9 febbraio 2022 le opere di Vittoria Panunzi, Petr Shevchenko, Nikos Mikroulis e Luisa Valeriani.

“Matter in Motion” rappresenta una sorta di interfaccia tra la stagnante mobilità fisica vissuta attraverso la pandemia e l’incessante bisogno di creatività, sviluppo e crescita di ognuno degli artisti durante questo periodo. Ogni opera si lega indissolubilmente al movimento perpetuo presente nel nostro mondo materiale.

dal Catalogo Mutato Nomine (Maggio 2021 )

In una sorta di specus, in mostra, a sottolineare la suggestione del tempus fugit, sono stati inseriti dei singolarissimi artifizi che virano a favore di un’interazione accattivante con il visitatore.

La narrazione del mito, a questo punto, diventa social e i contenuti si sfogliano come un slideshow su Instagram, con un carosello fluido e ininterrotto di emozioni. Il confronto è serrato e si rinnova fino all’ultimo ossimoro, con l’immedesimazione nel soggetto ritratto – che è fictio identitaria, gioco e partecipazione intima nel precordio dei sentimenti – fino a calarsi ineluttabilmente nella parte, sostituendosi nel ruolo, nella funzione, nel dramma: in una parola, interpretando egli stesso il mito, sia esso racconto turpe, leggenda, disgrazia o favola ideale, e con l’apostrofe oraziana che è ammonimento e richiamo alla realtà (“Mutato nomine de te fabula narratur.” – Sat. I, 1, vv. 69-70). – Massimo Rossi Ruben

Qui allora, le figure mitologiche della Valeriani scendono dal fasto delle loro cromie, dall’idealità sublime delle forme e della rappresentazione, e concedono le loro vesti per un selfie, o inviano i loro doni e i loro messaggi per corriere espresso e consegna a domicilio. Non sono mondi a contatto, è un’unica, omogenea, complessa umanità che sul posto della visita a una mostra riesce a investigare aspetti della propria essenza e a coniugarli al presente necessariamente multimediale, plurisensoriale, multidimensionale. – Francesco Giulio Farachi